La Basilica di Santa Maria Maggiore è una chiesa che si trova nella parte alta della città, in piazza del Duomo. Edificata nella seconda metà del XII secolo, l’esterno conserva le linee architettoniche romanico-lombarde originarie, mentre l’interno è decorato in stile barocco (1500 e 1600).
La costruzione della basilica di Santa Maria Maggiore, dovuta ad un voto alla Madonna fatto dai bergamaschi nel 1133 perchè ponesse fine ad una prolungata siccità, è iniziata nel 1187 e si è conclusa solo nel 1521 dopo varie vicissitudini tra cui l’interruzione più volte dei lavori per difficoltà finanziarie, varie riprese anche con materiali di minor pregio e vari rifacimenti come quello della sagrestia.
La posizione a ridosso di altre costruzioni permette solo di cogliere suggestivi scorci dell’architettura ma non la vista d’insieme.
Da sottolineare la bellezza dell’entrata (protiro) che dà su piazza del Duomo, opera di Giovanni da Campione (1350), costituita da un arco sorretto da due leoni e ornato da figure di animali in rilievo (Porta dei Leoni Rossi); le statue della cella trifora rappresentano i Santi Barbara, Vincenzo e Alessandro, quest’ultimo a cavallo, mentre alla sommità quella della Madonna col Bambino e dei Santi Esteria e Grata di Andreolo de’ Bianchi (1398).
Costeggiando la chiesa a sinistra si incontrano: l’abside sinistra, un portale che immette nella navata dalla sagrestia piccola, la sagrestia nuova (che fa da angolo tra la strada che costeggia la chiesa e la scalinata retrostante), l’abside mediana e l’abside destra.
Se avete seguito tutto il perimetro della basilica, vi trovate ora in piazza Rosate dove la testata del transetto destro trova il suo sbocco all’esterno con un altro bel protiro su due colonne sostenute da leoni (porta dei Leoni Bianchi). Il portale è del 1100-1200 con un tabernacolo gotico di Hans von Fernach (1408). Sulla sinistra del transetto si trova una fontana medievale a due arcate e, sotto il portico della casa d’angolo con via Arena, un’arca medievale di granito. Dietro, in alto, la chiesetta quadrilobata di S. Croce (XI secolo) restaurata nel 1937 da Luigi Angelini.
Tornando alla basilica, tra la fontana e la vicina absidiola si apre la porta della Fontana di Pietro Isabello (1521) attraverso la quale si accede all’interno della basilica.
L’impianto della basilica è tipicamente romanico a tre navate divise da pilastri; nel XVII secolo subì una profonda trasformazione che vide la scomparsa degli originari matronei sostituiti da marmi, pitture e stucchi di G.A. Sala e G.B. Barberini.
In tutta la basilica sono disposti numerosi arazzi tra cui:
- nove con la Vita di Maria (Firenze 1583-1586) su disegno di A. Allori;
- quattro con il Trionfo di Vespasiano (arazzeria fiamminga XVI secolo);
- tre eseguiti su cartoni di Ludwig van Schoor (Anversa 1696-1698), tra cui notevole è quello della Crocifissione; da notare sopra l’arazzo la grandiosa composizione di Luca Giordano Passaggio del Mar Rosso (1681);
- tre frammentari di paesaggi e scene di caccia (arazzeria fiamminga del XVI secolo).
Dalla porta della Fontana, proseguendo la visita in senso orario, si incontrano:
- il monumento sepolcrale del cardinale Guglielmo Longhi di Ugo da Campione;
- il monumento a Simone Mayr, maestro di cappella in questa basilica;
- il monumento a Gaetano Donizetti di Vincenzo Vela;
- il confessionale barocco intagliato da Andrea Fantoni (1704);
- sulle volte del transetto sinistro, medaglioni quadri e tele del XVI-XVII secolo;
- sopra l’arco a sinistra del presbiterio Nascita di Gesù del Cavagna;
- ai pilastri di ingresso al presbiterio due pulpiti tardo-rinascimentali;
- all’ingresso del presbiterio sei candelabri di bronzo fusi da Camillo Rizzetto nel 1597;
- il coro ligneo che fa da sfondo al presbiterio, notevole opera a cui cooperarono tra il 1522 e il 1525 Bernardino Zenale e Andrea Previtali. Le tarsie (episodi del Vecchio Testamento) realizzate da Gianfrancesco Capoferri e poi da Giovanni e Alessandro Belli, furono disegnate da Lorenzo Lotto. Da evidenziare le quattro tarsie nel rovescio degli schienali dei banchi del presbiterio (per vederle rivolgersi in sagrestia);
- nel transetto destro da vedere è l’Albero della Vita (la vita di Gesù secondo uno scritto di San Bonaventura), bellissimo affresco di sapore giottesco eseguito nel 1347 da anonimo.
Per maggiori informazioni:
http://www.operapiamia.it/basilica_s_maria_maggiore_bergamo/index.asp
http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Maria_Maggiore_(Bergamo)






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