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Torre del Gombito

Si conosce l’esistenza della torre fin dal XII secolo. Il nome Gombito probabilmente deriva da “compitum”, incrocio, ad indicare la posizione della torre all’incrocio tra il cardo” e il “decumano” della città romana, ancora oggi riconoscibili negli assi principali, via Gombito e via Mario Lupo-San Lorenzo.

Nel 1206 la torre fu teatro di un incendio nel corso della battaglia tra le famiglia guelfa dei Suardi e quella ghibellina dei Rivola.

Di proprietà della nobile famiglia Del Zoppo (da risultanze del 1263), la torre, alta originariamente 64 metri, mantenne la sua funzione difensiva fino al ’500, quando venne convertita a usi civili, trasformandosi nella “Torre dell’hostaria del Gombedo”: tre pareti del piano terra furono ristrette da 2,5o metri agli attuali 1,75 metri, mentre la parete su via Gombito fu demolita per un’altezza di 8-9 metri, compromettendo però la stabilità dell’edificio.

Nel 1849 la torre fu coinvolta nei movimenti risorgimentali che agitarono anche Bergamo: dalla sua sommità, i cittadini in rivolta spararono contro la Torre della Rocca, presidiata dalle truppe austriache, che risposero minacciando l’abbattimento parziale dell’antica torre.
Sempre nel ’49, adducendo ragioni di sicurezza, la torre venne abbassata a 52 metri dopo aver distrutto le scale interne in legno.

Nel 1877 la torre fu donata dai nobili Giovanni Gout, Giovanni Arioli e Alessandro Agliardi al Comune di Bergamo, non potendo più permettersi il mantenimento della struttura. Nel 1892 vennero costruiti i pianerottoli e le scale attuali.

Dopo diversi interventi nel 1913, 1935 e nel 1965, nel 1997 la torre viene dichiarata non idonea staticamente.

Oggi i locali ai piedi della torre ospitano la sede dell’ufficio di informazione turistica (IAT) di Città Alta.