Tratto dall’opuscolo edito dal Comune di Bergamo:
Se il fior di loto, il papiro, la drosera carnivora sono in compagnia della palma del Madagascar, della sanguisorba orobica, della canna da zucchero, dei cactus a candelabro, probabilmente siete nell’Orto Botanico di Bergamo.
Non è la Torre di Babele dei vegetali, ma piuttosto un piccolo feudo del Regno delle Piante che raccoglie rappresentanti delle principali categorie di comodo che i botanici utilizzano per suddividere le oltre 300.000 specie del nostro pianeta.
Qui vigono leggi che, come indica il logo dell’Orto Botanico, risentono dell’impronta dell’uomo. E’ con l’artificio, studio e cure costanti che è possibile la difficile convivenza tra le oltre 900 specie, sottospecie e varietà, presenti in soli 2.400 metri quadrati, molto meno di un campo da calcio.La ricchezza minuziosa è solo una delle qualità della piccola istituzione bergamasca visitata negli ultimi anni in media, tra marzo e ottobre, da oltre 11.000 visitatori e definito da Gardenia “gioiello nascosto” incastonato nell’anello delle Mura Venete. Si raggiunge solamente a piedi perché è d’obbligo lasciare il traffico, rumori e ansie alla base della Scaletta di Colle Aperto, in prossimità della polveriera seicentesca nella città vecchia; una volta entrati si è immersi in un vasto paesaggio che spazia sui tetti e sui monumenti di Città Alta, sulle colline fino alla Val Calepio, sulle prime propaggini delle Prealpi Bergamasche, con il Canto Alto che s’impone come contrafforte oltre il solco urbanizzato dei quartieri a nord della città.
Luogo da conoscere e frequentare nelle varie stagioni dell’anno, l’Orto organizza annualmente mostre, visite guidate, laboratori per bambini e adulti, conversazioni e conferenze, cui si aggiungono corsi di aggiornamento, altre attività didattico educative e eventi culturali che affiancano le azioni di studio e conservazione del patrimonio vegetale naturale e degli ecosistemi minacciati.
L’esposizione di piante vive – Hortus Vivus – è solo una parte del patrimonio dell’Orto Botanico:
- l’ Hortus Siccus Bergomensis è il grande erbario con circa 45.000 esemplari essicati raccolti sia in tempi recenti che storici; tra le collezioni preziose vi è l’Erbario di Lorenzo Rota (1818-1853), oltre 10.000 campioni studiati dal medico e botanico che per primo descrisse la flora della provincia di Bergamo, una fonte documentaria di qualità tuttora consultata dagli studiosi della flora locale;
- l’Hortus Pictus Bergomensis è una raccolta di piante dipinte con tecnica naturalistica che l’Orto Botanico sta costituendo nel solco della tradizione che lega gli Orti alla pittura botanica. Il primo nucleo importante della collezione è “Flora Selvaggia” di Riccardo Rigamonti (1878-1944), più di 250 esemplari di flora spontanea ritratti in Lombardia durante la Seconda Guerra Mondiale;
- altre collezioni che, come le precedenti, sono visitabili solo in occasioni espositive specifiche o su esplicita richiesta da parte degli studiosi, sono costituite da modelli vegetali, quali la collezione ceroplastica di pomi, i modelli fungini, i modelli didattici storici ed attuali ed altro ancora.
Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”
> ESPOSIZIONE: Scaletta di Colle Aperto, Città Alta
Aperta tutti i giorni dal 01 marzo al 31 ottobre
Orari di apertura:
- marzo: dalle 09.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00
- da aprile a settembre: dalle 09.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00
- sabato e festivi: dalle 09.00 alle 19.00
- ottobre: dalle 09.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00
> UFFICIO, DIREZIONE, ERBARI: Passaggio Torre d’Adalberto 2, Città Alta
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì negli orari d’ufficio
Telefono: 035286060


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